A Varese sono le 11.00 di una domenica umida, frutto di una notte di lampi, tuoni e trombe d’aria. La Protezione Civile lancia lo stato di pre-allarme prolungato fino a domani mattina.
Che bello! O per il troppo sole, o per le tempeste mi trovo sempre rinchiusa in casa mia, che per quanto graziosa e calda…è sempre casa e non, per esempio, il Lido del Lago di Ponte Tresa o il prato assolato della Schiranna. In questi giorni a casa mia si respira un’aria che sa di preparativi alla “catabasi”: prenotazione di biglietti dei treni, telefonate a nonne-zie-commare per la sistemazione vacanziera e quant’altro. Molto spesso ascolto le chiacchiere relative alla Madre Patria che la mia tribù di sanseveresi-a-varese si scambia con accanimento nelle settimane che precedono le ferie. Perché gli argomenti preferiti sono cibo e fuochi? Chi vuole “l’acqua-sèl” per “addifricscarsi”, chi ha il coraggio di sfidare il caldo davanti al pan cotto fumante, chi si accontenta del pane e pomodoro e chi “costringe” le povere nonne a fabbricare ricchitelle a valanga su richiesta ( tra l’altro, come dice mia nonna, “ Chiu mmitt in’du piatt e chiu c’n magn-n…”). D’altro canto, e questi sono per lo più i maschi capo famiglia, si sentono cose del tipo “ Ti ricordi il fuoco della Posta del 1998…egneje, so’dec ann ca n’m ved nu Succurz”, oppure “ Chissà quest’anno come saranno i fuochi del Carmine” alla faccia degli sfortunati che, scendendo ad Agosto, dovranno accontentarsi “solo” della Festa di San Rocco ( a questo proposito, mio padre invita mio zio in questo modo a filmare li eventi al quale non potrà assistere: “ Oh, mbà, fa duje f’lmin ca pu ci vdim a chesa mije…m’raccumand! “). Insomma, è tutto un fermento, e considerando che le vacanze durano sempre troppo poco, resta in ogni caso un po’ d’amaro in bocca al ritorno. Per quel che mi riguarda, questa è la seconda estate che trascorro a Varese e la cosa mi pare ancora strana ed insolita. Voglio passare a San Severo delle belle giornate…la compagnia non mancherà di certo, ma non vedo l’ora delle mie passeggiate in solitudine. Che ci volete fare, è tutt’un’altra cosa Sanz’vir…con tutti i difetti che ha, per noi resta sempre un po’ magica.
Saluti…e buona domenica.
PS: ma è vero che per San Rocco ci sarà Gianni Vezzosi? Ebbene sì, non me lo perderò…ho anche io il mio lato grezzo :-)
Lo scorso sabato 21 giugno, presso la sede dell'Associazione Culturale intorno al Vino "Daunia Enoica", in vico Fabbri a San Severo, si è svolta la premiazione della XII edizione del concorso per vini amatoriali. Durante la serata sono internvenuti: Michele Santarelli (Sindaco di San Severo), Michele de Lilla (esperto/formatore) e Antonio Villani (Assessore alle Attività produttive). Il gruppo è stato coordinato da Amedeo Renzulli (Presidente "Daunia Enoica".
A vincere il primo premio nella categoria "Vino Rosso" è stato il DON RUA 2006, prodotto dai giovanissimi Francesco Iantoschi e Antonio Moscatelli.
Il DON RUA è prodotto con uve Montepulciano 100% e viene affinato in Barriques francese Allier, botti costruite interamente in rovere proveniente dai migliori boschi del centro della Francia.
Agli amici Francesco e Antonio i più sinceri complimenti dalla redazione e da tutti gli utenti di Sanseveresi.com.
Per contatti e informazioni: 329.1063667 (Antonio Moscatelli)
Cosa dire? Dopo la sconfitta con la Spagna è calata la depressione e il sogno europeo si è infranto ai rigori. Ci resta solamente la magra consolazione di essere stati gli unici a mettere in difficoltà la Spagna, squadra vivace, giovane e veloce.
Sembra una storia un po’ fantozziana ma, dopo aver subito un’AGGRESSIONE da giovinastri locali, dopo aver chiamato inutilmente le forze dell’ordine che non hanno avuto neanche la decenza di intervenire perché (dicevano) troppo impegnati ALTROVE (forse a bere un drink tra colleghi...e non ditemi di non averli mai visti!), dopo aver subito il FURTO della mia automobile per ben due volte, dopo aver constatato che ogni tentativo di abbellire la città è cosa inutile perché tanto ci saranno comunque ragazzacci che, indisturbati, provvederanno a SPACCARE TUTTO, dopo aver visto che per fare una FOTTUTA ROTONDA (senza riuscire mai a finirla, tra l'altro...) ci sono voluti tanti, troppi mesi e disagi a non finire per i cittadini, dopo essere stato morso a più riprese da CANI RANDAGI (altri padroni della città) e aver ricevuto come consiglio dai Vigili Urbani di adoperare POLPETTE AVVELENATE come soluzione estrema, dopo aver visto i soliti AMICI DEGLI AMICI, figli, fratelli o nipoti di qualcuno essere assunti per lavori, progetti o "progettini" senza SENZA ALCUNA PREPARAZIONE O COMPETENZA, insomma, dopo aver sopportato queste e altre ingiustizie, ORA MI SONO ROTTO LE PALLE!!!. Ringrazio Sanseveresi.com che mi ha concesso questo spazio, per me una valvola di sfogo per parlare di tante, troppe cose che non vanno in questa città e che in pochi segnalano, forse per paura, forse perché ci sono dentro fino al collo, forse per ignoranza. Altri giornali e portali locali (e non) non hanno mai risposto alle mie email. Vergognatevi vigliacchi, falsi promotori di cultura e informazione! Mi propongo di parlare di ciò che non va, sperando nel vostro aiuto e nelle vostre segnalazioni, con l’ausilio di foto e di fatti reali. Non lasciatevi intimorire da niente e da nessuno! Non abbiate paura! La città è nostra e dobbiamo riprendercela a tutti i costi, per noi e per i nostri figli.
Bentrovati cari sanseveresi d’origine, d’adozione, di Fede, di nascita eccetera. L’estate si è ripresentata bruscamente alle porte con ondate di caldo assassino…le mozzarelle anemiche come me devono starsene chiuse in casa almeno fino al tramonto, alla faccia o meno di quelli che già vanno zucculiando (passeggiano allegramente) per mari e monti. Sul sito si respira un’aria bollente tra matrimoni, viagra, proposte indecenti e Kiarappate varie…oltre alla scottante delusione (chi troppo vuole…) per la precoce fine dell’avventura italiana agli europei. Ho notato che, a discapito del titolo di questo mio blog, non vi ho mai parlato di Varese. Stando alle ore 18.55 di questo afoso 25 giugno la prima cosa che vorrei dire è “Aiuto”: afa, zanzare, noia, lavori in corso no stop per ‘sti accidentaccio di mondiali di ciclismo e code chilometriche in libreria per il prossimo anno scolastico. Tra tanto affanno, però, un barlume di speranza si aggira per le mura della città: manifesti colorati citano fieri “sabato 28 giugno 2008 NOTTE BIANCA”. Che cos’è la NOTTE BIANCA?! Da due anni a questa parte il comune di Varese pensa bene di offrire ai cittadini una nottata allo sbando intasando i parcheggi e affollando le strade del centro di bancarelle, spettacoli, concerti, mimi, bande, auto storiche, patatine, pizzette, gelati, caramelle, frittelle…BASTA! La verità è che, a mio avviso, la notte bianca non è altro che una scusa per alzare gli incassi dei locali, far stressare i camerieri e le commesse e far uscire dalle gabbie tamarri di ogni specie con la scusante per tardare a rientrare a casa almeno una volta. Non sono antipatica…solo che questa NOTTE BIANCA non mi dice proprio niente!!! Diciamo che è un bell’evento, un’occasione per incontrare gente e vedere la città sotto un’altra luce, ma a me non piace! Io ci vado, per carità, ma alle 11 meno un quarto sarò già così stanca e nervosa per calore e folla che me ne andrò a letto o a fare qualcosa di più costruttivo. Bene, ora credo di mettere fine alla mia vena di acidità quotidiana passando ad altro. Divertitevi, amici, e godetevi le belle giornate di Giugno perché con quello che dicono le previsioni Luglio non sarà altrettanto clemente. Niente. Non mi riesce di non essere acida oggi.
*_* un abbraccio a tutti quanti voi con sincero affetto *_*
Incuriositi dalle crescenti lamentazioni dei cittadini vessati dai disagi provocati dai lavori di ristrutturazione del Viale della Stazione abbiamo cominciato ad interpellare i residenti della zona chiedendo loro i motivi di tanta disapprovazione. Dalla indagine da noi condotta, emerge un’analisi molto negativa. Una frase estrapolata da un manifesto cittadino attribuiva al nuovo viale, in fase avanzata di ristrutturazione, la definizione di “strada di campagna”. Se ci è concessa la licenza di espressione la definiremmo: “mulattiera di montagna”. Dovessimo soffermarci su tutte le anomalie riscontrate sui lavori del Viale della Stazione non basterebbero alcune pagine di un qualunque quotidiano nazionale; ci limiteremo pertanto ad evidenziare le maggiori critiche esposte dai cittadini. • Colore della pavimentazione in pietra calcarea bianca in stridente contraddizione con il colore del manto stradale. • A causa del colore chiaro della pavimentazione, si evincono i danni visibili persistenti dovuti alla presenza di escrementi di animali e ad altre cause naturali. E’ evidente che una pavimentazione più scura, avrebbe attenuato tali brutture. • Fughe sulla pavimentazione dai solchi troppo profondi e larghi che inevitabilmente provocano cadute dei passanti, in particolare dei più anziani. • Alta incidenza degli elementi (piastre, mattonelle) già compromessi con evidentissime rotture e scheggiature. • Soppressione di alcune aree di parcheggio con disagi arrecati ai residenti e non. Un capitolo a parte meriterebbe un fantomatico progetto di “pista ciclabile” la cui posa in opera dovrebbe essere imminente (agosto 2008) ma il cui inizio lavori sarebbe avvenuto, secondo un sedicente cartellone, il 13 marzo 2008!?. La domanda sorge spontanea: “ E le aree di parcheggio?” • Alcune traverse di Corso Matteotti evidenziano lavori compiuti in modo da prestarsi a congetture di stampo “accomodante” a favore di “amici degli amici”. Probabilmente rimangono “congetture”… • Mancanza totale di cartelli che espongono le informazioni sull’opera pubblica (come per la pista ciclabile) a scapito della” trasparenza”. Non vogliamo entrare in discussione proponendo dettagli tecnici. Lasciamo ad altri discettare su questioni ingegneristiche e architettoniche. Né vogliamo puntare il dito su questo o quel pubblico amministratore. Chiediamo soltanto a tutti coloro preposti al miglioramento del Viale della Stazione di risolvere tali inconvenienti riscontrati.
per AltraCittà San Severo Pietro Albanese e Antonio Franciosi
Dora Capogreco Responsabile dei comunicati stampa e dei rapporti con gli organi di stampa
Domenica 22 giugno 2008, a partire dalle ore 20,30, la Pizzeria La Tartuca invita tutti i suoi clienti (e non) a tifare tutti insieme la nazionale italiana di calcio, in occasione dell'importantissima partita SPAGNA-ITALIA, gara valida per i quarti di finale del Campionato Europeo di calcio 2008.
Accorrete numerosi alla Pizzeria La Tartuca, in vico Freccia n°8.
Avevo avuto la sensazione che un post dopo la Romania avrebbe portato sfiga. La situazione era drammatica e il pessimismo regnava sovrano. Stramurtiando mamme, sorelle e consorti (veline, zoccoline, ecc.) dei nostri bellissimi calciatori della nazionale italiana per il non-gioco offerto contro Olanda e Romania, abbiamo aspettato la partita con la Francia sapendo di essere già fuori. E invece abbiamo scoperto che Babbo Natale esiste, non si veste di rosso ma di arancione e si chiama Marco. Marco Van Basten. Detto questo, non voglio sminuire la grande prestazione offerta dagli azzurri contro i galletti francesi del rosicone Domenec, che affermava: <<Io spacco qui, io scappo lì, ij romp ù cul a tutt quant!>>. Inzomm, p'nzav'n d' part a razz e sò fnut a cazz!! Per le strade i soliti <<Kitemù!>>, <<Figghje d' zòò!!!>>, per esprimere ilo proprio indice di gradimento nei confronti del tecnico francese. Riassunto finale: rigore di Pirlo + punizione di De Rossi = ITALIA-FRANCIA=2-0