Abbiamo assistito il 20 Agosto 2009 all’arringa di “Nicolino, settebellezze” a difesa dei pescatori che hanno costruito il porto abusivo su demanio dello stato e alla denigrazione pubblica dell’autorità di bacino e della protezione civile, alla presenza di un capitano dei carabinieri del sindaco e del vice-prefetto. Alla riunione hanno partecipato i viglili urbani che ci hanno fotografato tutti, non credo per esporre le nostre belle fattezze ad una mostra fotografica. La migliore risposta al pensiero politico dei Lesinisi è stata concentrata nel suo discorso dal noto “masaniello di Lesina”. Salvo la presa di distanza del comitato, nessuno è intervenuto compreso il sottoscritto. La ragione secondo cui il sottoscritto non ha risposto agli insulti del Lesinese è del tutto evidente, se mi fossi intromesso con la mia voce dicendo” cari signori a questo punto considerate tutte le argomentazioni prodotte dai relatori, dobbiamo chiedere ai proprietari di abitazioni di Marina di Lesina ad integrazione della mozione proposta dal Comitato pro Marina di Lesina di provvedere a staccare la spina alla “mucca Marina di Lesina”, e lasciarla morire con buonapace dei Lesinesi e di tutti coloro che stanno operando un accanimento teraputico per tenerla in vita. Ciò avrebbe suscitato ilarità e l’indignazione delle autorità presenti, e forse la denuncia che è mancata da parte delle autorità.Gli interventi eseguiti di “mitigazione del dissesto idrogeologico”, sanno perfettamente i tecnici che non servono a niente, in quanto solo i santoni possono pensare di parlare alle acque e deviare il loro percorso. Occorre impermeabilizzare il canale Acquarotta , e creare uno sbarramento impermeabile davanti alla foce del canale acquarotta, che riproduca in parte lo sbarramento naturale presesistente quasi impermeabile come la roccia vul canica distrutta dai pescatori per la realizzazione del porto abusivo sul suolo demaniale. Costruire la fogna bianca, monitorare tutti i pozzi neri e pozzi artesian...
dal sito ALLARME GARGANO di Pino SCACCIA. COMINCIANO AD EMERGERE VERITA' PAZZESCHE: un porto su suolo demaniale, un porto causa dei tanti mali di Marina di Lesina, nessuno sapeva ? possibile? I tanti succedutisi a Palazzo di Città a Lesina hanno tutti bisogno di.....lenti
Alcuni giorni fa c’è stata l’ennesima denuncia da parte di turisti stranieri, dei volontari di Legambiente Circolo “Andrea Pazienza” di San Severo e dei seniores scout del CNGEI di San Severo, sulla sporcizia di interi tratti di costa del Gargano, come riportato anche da alcuni quotidiani locali. Tra i rifiuti segnalati si registra la presenza di centinaia di retini in plastica usati dagli allevatori di cozze. Questa massiccia presenza sulle nostre spiagge sta diventando una vera emergenza ambientale, ogni giorno i volontari di alcune associazioni ambientaliste e scout, raccolgono decine di queste reti sulle spiagge o attaccate agli scogli. Ad oggi non ci sembra che le autorità preposte stiano prendendo provvedimenti pertanto noi chiediamo che la Capitaneria, i Sindaci, la Provincia e l’Ente Parco (se esiste) emettano ordinanze con le quali siano sanzionati i responsabili di tale inquinamento e s’inducano gli allevatori ad utilizzare materiali biodegradabili per l’allevamento in mare di mitili e cozze. Chi utilizza un bene pubblico e fondamentale come il mare deve averne il massimo rispetto e non utilizzarlo come se fosse il proprio campo privato o, peggio, una discarica.
per il Coordinamento di AltraCittà San Severo Gianni Mazzeo
Egregio avv. Santarelli, come Lei ben sa, il movimento politico e culturale AltraCittà è, da più di due anni, impegnato in battaglie che hanno avuto come unico scopo il miglioramento della qualità della vita in città, attraverso denunce precise e proposte serie. Ha promosso, altresì, la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione della cosa pubblica, attraverso suggerimenti di trasparenza amministrativa e sondaggi di opinione. Quasi sempre le nostre proposte sono state, da Lei, inascoltate. Se lo avesse fatto, avrebbe instaurato un filo diretto con i cittadini. Lei ha preferito chiudersi nel Palazzo, un palazzo simile a quello in cui, cinque anni fa, a tavolino, si è deciso che Lei sarebbe stato il candidato sindaco del, favorito, centrosinistra. E' di tutta evidenza che un sindaco calato "dall'alto" faccia fatica a rispondere alle istanze che vengono "dal basso",dai cittadini. Il tempo, però è galantuomo. Il centrosinistra, ovviamente, non ha riconosciuto la Sua leadership ed ha cercato di costruire un nuovo progetto politico attorno ad una nuova figura, al di sopra di ogni sospetto, che potesse rappresentare la discontinuità rispetto al recente passato. Anche in questo caso Lei anzichè riconoscere il Suo fallimento politico, quindi fare un passo indietro dando spazio ad altri, si è ostinato egoisticamente ad imporre la Sua candidatura dicendo agli alleati: altrimenti vado avanti da solo. Così è stato. La spregiudicatezza ed egocentrica ostinazione della Sua posizione politica ha agevolato la rottura del tavolo del centrosinistra, praticamente consegnando al primo turno la città all'altra parte politica. Lei si è "accontentato" di fare il nono candidato sindaco con una lista civica che ha raccolto i consensi sufficienti per esprimere un solo consigliere comunale: Lei! Avv. Santarelli, Lei che può raccontare di aver fatto per ben due volte il sindaco della città, dia una dimostrazione di dignità e di rispetto verso chi, a differenza Sua, si è candidato nella lista per ambire legittimamente alla carica di consigliere comunale: si dimetta! Nella convinzione che il Suo comportamento sia apprezzato da molti candidati consiglieri che si sono spesi per far scattare l'unico seggio a disposizione della lista civica, ma soprattutto dai Suoi concittadini che Lei ha saputo trasformare da Suoi elettori a Suoi oppositori. Cordialmente,
Antonio Franciosi Coordinatore di AltraCittà San Severo. Cell. 3460784616 http://www.altracitta.eu - info@altracitta.eu
L'occupazione del suolo pubblico è ormai un'emergenza a San Severo. Si sta diffondendo a macchia d'olio la cattiva consuetudine di utilizzare il suolo pubblico come se fosse una propaggine del negozio, bar, officina, garage, abitazioni ecc. Se si osservano per esempio gli spazi davanti ad alcuni venditori di frutta e verdura si noterà che: le siepi e gli alberi sono scomparsi, che il marciapiede, e a volte anche il tratto di strada, è occupato permanentemente dalla loro merce, che vengono ignorate le norme igienico-sanitarie, che si creano disagi ai pedoni e al traffico (per esempio agli incroci). In via Don Minzoni, all'altezza dell'incrocio con via Zannotti, un'area riservata ai disabili viene permanentemente occupata da tre sedie oltre che da vasi e orto spontaneo. Su viale 2 Giugno, i casi di sconfinamento, abuso, uso improprio e appropriazione indebita sono innumerevoli. In via Giustino Fortunato si occupano tre - quattro posti auto davanti ad un negozio, giusto per far capire chi è il padrone. Naturalmente chi vende moto cosa fa? Mette in esposizione sulla strada un campionario della sua merce, alcuni meccanici ed elettrauto esercitano sulla strada o nelle aree adibite a parcheggio, e poco importa se nelle vicinanze c'è una scuola, l'ospedale o altro. Inoltre, assistiamo alla diffusione di file di paline messe anche in strade strette che spesso causano danneggiamenti ed incidenti; aggiungiamo il diritto di ogni bar, pub, pizzeria a buttare quattro sedie fuori dal locale per un raffinato servizio al tavolo con le macchine che ti girano attorno e i pedoni (i cittadini che pagano per sistemare strade e marciapiedi) in mezzo alla strada. Altro che piste ciclabili! Un altro caso significativo è rappresentato da via Lucera dove in modo permanente i marciapiedi vengono utilizzati per il parcheggio di auto, così come i due lati della strada ed il caos regna sovrano. I vigili urbani vecchi e nuovi, nella maggior parte dei casi, preferiscono non vedere; l'ufficio tecnico di San Severo, come se non bastasse, ci mette del suo per creare altre barriere su marciapiedi e strade che hanno già hanno il minimo sindacale di spazi per i pedoni. Il risultato di tutto questo non solo è la sottrazione di spazi utili ai cittadini e disagi relativi alla circolazione ma anche un ulteriore scoraggiamento alla circolazione pedonale e ciclistica; con una gestione più oculata dell'ordinaria amministrazione e con maggiori controlli, con scelte urbanistiche appropriate, si faciliterebbero molte iniziative. Da noi i regolamenti, le ordinanze, il codice della strada sono stati considerati sempre "documenti politici" cioè da interpretare, da discutere, da derogare, mai da applicare. Ma noi siamo provinciali e continuiamo a praticare la logica della provvisorietà permanente, dell'attesa indefinita, della continuità culturale seppure con colori diversi: noi ci auguriamo che questa amministrazione rappresenti una discontinuità con il passato che vengano messe in discussione dirigenze e consuetudini. In tal senso abbiamo apprezzato il messaggio alla cittadinanza del sindaco Gianfranco Savino, ma ora attendiamo che si passi dalle parole ai fatti.
per il Coordinamento di AltraCittà San Severo Antonio Franciosi (coordinatore) Gianni Mazzeo (membro coordinamento)
L’antico problema della canalizzazione delle acque piovane rimane di grande attualità e una priorità per l’azione amministrativa. I cambiamenti del clima, con piogge torrenziali e violente, la cementificazione del territorio hanno ulteriormente aggravato i disagi dei residenti e dei commercianti che si trovano in via Filippo d’Alfonso stufi delle false promesse, degli sprechi (vedi la condanna della Corte dei Conti) e dei ritardi, hanno deciso di rompere gli indugi ed avviare una serie di azioni di protesta che andranno dalle petizioni alle lettera aperte e alle denunce qualora non si pone fine a questo annoso problema. In particolare fanno notare che le caditoie adiacenti alle poste centrali sono insufficienti ad assorbire le grandi quantità d’acqua e citano alcune date “storiche” dal nubifragio del 13 giugno 1994 a quello di settembre del 1999 a ottobre 2007 fino a quello torrenziale del recente 20 giugno 2009; in queste date ed in altre occasioni con l’acqua che superava anche 40 cm di altezza sono stati creati grossi disagi e danni ai proprietari di locali della zona che sono stati allagati nonché ai pedoni, agli automobilisti creando non pochi pericoli. Denunciato ciò, chiedono nell’immediato: la costante pulizia da detriti delle caditoie; di allargarle dove necessario come nel caso di via Filippo d’Alfonso/via Miroballo; il ripristino delle caditoie otturate incautamente dopo lavori sulle aree pubbliche dopo rifacimenti di marciapiedi e asfalti stradali. Inoltre i commercianti diffidano l’Amministrazione Comunale che in caso di ulteriori danni sarà chiamato al loro risarcimento. Va aggiunto a quanto lamentato dai commercianti che l’UTC di San Severo già nel 2001 ha segnalato il caso specifico all’AQP che evidentemente a distanza di otto anni, non ha ancora provveduto ad intervenire per quanto di sua competenza. In conclusione AltraCittà nel sostenere le azioni dei residenti e commercianti, consapevole che il problema investe anche altre zone della città, si farà carico di un grosso impegno per la soluzione del problema in tempi rapidi.
San Severo, 28 giugno 2009
per il Coordinamento di AltraCittà San Severo Antonio Franciosi
AltraCittà chiede al Sindaco e al Segretario generale del comune di San Severo, di pubblicare sul sito del Comune il consuntivo delle spese elettorali sostenute dalle liste partecipanti alle elezioni comunali. AltraCittà si batte, sin dalla sua nascita, per la trasparenza degli atti pubblici e quindi coerentemente chiede la pubblicazione di questi dati. Tale dichiarazione, che è un atto dovuto, si rende ancor più necessaria per fugare dubbi e sospetti che circolano in città, perciò è una buona occasione per i partiti e per i candidati per rendere trasparenti le proprie spese ai cittadini ed ai loro elettori. Siamo sicuri che il Sindaco si attiverà per raccogliere questa istanza e avviare quell'opera di rinnovamento della politica e di risanamento che si è impegnato a portare avanti sia in campagna elettorale che in occasione dell'ncontro con una nostra delegazione che gli ha consegnato la lettera aperta sulla legalità Restiamo in fiduciosa attesa.
San Severo, 27 giugno 2009.
per il Coordinamento di AltraCittà San Severo Gianni Mazzeo
Nel congratularci con Lei per la netta vittoria conseguita, convinti che Lei abbia a cuore le sorti della nostra città Le rivolgiamo un pubblico appello nella speranza che voglia ascoltare quei cittadini che, pur non avendo partecipato direttamente alla competizione elettorale, intendono dare un contributo culturale e politico per migliorare le sorti del nostro territorio. Lei, da uomo di legge, sicuramente ha una particolare attenzione verso i temi della legalità un termine forse generico ed abusato che però, tra persone oneste, assume un significato preciso e chiaro: rispetto delle regole e delle leggi per tutti, sanzioni per i trasgressori. Noi siamo convinti che per garantire un salto di qualità del nostro territorio, sia in termini economici che ambientali, bisogna ridurre con decisione l'andazzo che si manifesta da troppo tempo e che tende a degenerare. Molte spese del nostro comune vengono erogate per rattoppare guai provocati dall'incuria, dai mancati controlli, dall'applicazione "creativa" delle ordinanze, dei codici, insomma delle leggi. Ciò comporta un disorientamento del cittadino, una città caotica e poco sicura, fenomeni di microcriminalità diffusa. Assistiamo in questi giorni a festeggiamenti sfarzosi e costosi da parte di consiglieri eletti che fanno pensare più ad una vincita alla lotteria che l'essere stati eletti per fornire un servizio ai cittadini, ma questo fa parte del costume individuale sul quale, ci rendiamo conto, nè noi nè Lei possiamo fare molto. Ma c'è una questione che invece deve essere affrontata in modo chiaro ed univoco: l'elezione di quei candidati che sono oggetto di indagini per presunti voti di scambio. Su questo Le chiediamo un preciso impegno: la città non può essere rappresentata da consiglieri su cui grava questo pesante sospetto, per cui La invitiamo a non coinvolgerli direttamente o indirettamente nell'organo esecutivo, almeno fino a quando le autorità preposte non accerteranno le singole responsabilità. Questo sarebbe un netto e forte segnale per cominciare ad invertire il declino della nostra città ed affermare i principi della legalità. Da parte nostra, quale movimento politico-culturale trasversale, ci impegniamo a dare un contributo alla buona amministrazione della città con proposte concrete e con il monitoraggio dell'azione amministrativa, sostenendo giuste battaglie e criticando eventuali proposte che riterremo sbagliate o dannose per la città e per noi cittadini. Quest'azione sarà condotta insieme ad altri movimenti, associazioni e singoli cittadini che, dall'esterno delle istituzioni, vogliono partecipare ad un sano processo democratico. La salutiamo augurandoLe un buon e proficuo lavoro teso a rendere la vita dei sanseveresi più agevole e meno problematica, sperando in un maggiore rispetto delle istituzioni da parte di tutti.
Liceo Classico Cairoli di Varese, II B, ora di Latino-Sintassi:
Antonella: “Frè che palle, voglio andarmene a casa…”
Francesca: “Ca**o, Anto, sei tornata da San Severo e sei più lunatica del solito. Ti ha fatto male quella settimana…almeno prima non sapevi cosa fosse la felicità, ovvero una vita lontano da questa scuola!”
Il dialogo non è recentissimo, è datato 6 Marzo 2009…ed io ero tornata da un paio di giorni dalla mia settimana di vacanza: ero così stressata e smaniosa di cambiare aria che non ci ho pensato due volte a farmi le feste del Carnevale Ambrosiano a casa di mia nonna. Il dialogo, dicevo, non è recentissimo ma è più che mai emblema del mio stato attuale. La scuola è agli sgoccioli, e purtroppo Maggio sarà un mese nero: verifiche, recuperi, interrogazioni salva vita…confido vivamente nella vostra solidarietà. Beati voi che avete da pensare “al Soccorso”! Anche quest’anno non sono riuscita ad evitare assenze durante l’inverno per permettermi di godermi la tanto amata festa…pazienza!
…e a proposito di Pazienza con la “pi” maiuscola…è possibile che nel 2009 ci sia ancora tanta gente che ignora del tutto l’esistenza del nostro amato artista? Mi chiedo, poi, è possibile sentirsi dire “Andrea Pazienza” e spalancare gli occhi elemosinando delucidazioni perché quel nome non dice assolutamente nulla? Nel migliore dei casi, dopo aver ottenuto qualche spiegazione, il Don Abbondio di turno se la cava con un farfugliato “Ah, sì, ho capito, non ricordavo il nome…”- il che è odioso, perché si fa prima a dire “No, non lo so, nescio.”. Ok, non mi succede con i sanseveresi, almeno non mi è mai successo fino ad ora, però ecco…non mi pare che Andrea sia amato e apprezzato soltanto da noi ( anzi, oserei dire!)…eppure ai più risulta sconosciuto, e questo mi sembra davvero fuori luogo, considerando il grande entusiasmo con cui gli extra-sanseveresi hanno accolto le iniziative-omaggio di cui avrete senz’altro goduto in questi giorni al MAT di San Severo (il nome nuovo del museo è troppo scenico…Paz al Mat bellissimo!).
To sum up, ovvero per concludere, ci tengo a mandarvi un grande abbraccio e vi invito a raccattare per FaceBook tutti i sanseveresi a Varese, dato che avrei la mezza intenzione di creare un gruppo, magari con l’aiuto dei capi di questo sito.
Little Sanzëvírë, ovvero casa mia, vi saluta calorosamente!
*Antonella*
P.s.: Amici, ma è vero che durante “l’incontro” del Venerdì Santo sono successe cose strane? Pugnale caduto, incappucciato che accoltella la Madonna, anziani che urlano al sacrilegio e cose simili? Vi prego, voglio saperne di più!